Una canzone recitava più o meno così. Mi ricordo un volto pulito, bello nella sua semplicità. A questo volto associo parole incoraggianti, letture e giudizi più o meno sinceri, occhi verdi come nient'altro. Ricordo il mio entusiasmo quasi puerile, quasi ridicolo, comprensibile, legittimo, vitale. Parole, quante parole scritte e ri-citate.
Pochi giorni di vita attiva.
Tanto resta a questo blog, a quello che chiamavo il mio piccolo sit-in(o) di resistenza stoica e retoricamente personale. Quattro anni quasi esatti. La mia memoria eidetica nella mia "cultura fasulla", come direbbe Guccini. Fermo le mie elucubrazioni, a breve l'ultimo atto.
E poi l'ho già detto: fine del gioco delle passioni. Quelle virtuali, ovviamente.
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